Sciences Po 2022 : corrigé d’italien
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Proposition de corrigé — non officielle. Examen commun du réseau ScPo, entrée en première année, 23 avril 2022, italien.
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I. Comprensione scritta
1. L’evento evocato
Il testo presenta la firma del Trattato del Quirinale a Roma, il 26 novembre 2021. Mario Draghi ed Emmanuel Macron sottoscrivono un accordo destinato a rafforzare la cooperazione tra Italia e Francia, alla presenza del presidente italiano Sergio Mattarella.
2. I personaggi e il significato della loro presenza
Draghi ricorda scrittori come Stendhal e Umberto Eco, protagonisti del cinema come Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo e Claudia Cardinale, e figure della costruzione europea come Monnet, Schuman, Spinelli e De Gasperi. Non sostiene che tutti abbiano la stessa nazionalità: li riunisce perché rappresentano i legami culturali e politici fra i due paesi. Questi riferimenti mostrano che il nuovo accordo si inserisce in una storia di scambi e in un progetto europeo condiviso.
3. Gli obiettivi del trattato
Il trattato intende consolidare la collaborazione bilaterale per rendere più forte l’Unione europea. Il testo mette in evidenza la lotta contro il cambiamento climatico, la transizione ecologica e digitale e la ricerca di una maggiore autonomia europea. La cooperazione fra Roma e Parigi deve quindi contribuire ad affrontare problemi che superano i confini nazionali.
4. Il nuovo equilibrio a tre
Il giornalista pensa a un rapporto più stretto fra Italia, Francia e Germania. Il nuovo legame franco-italiano non dovrebbe cancellare quello franco-tedesco, ma aggiungersi ad esso. Dopo la partenza di Angela Merkel, Olaf Scholz dovrà confrontarsi con questa configurazione. La revisione del patto di stabilità potrebbe essere una prima prova: Roma e Parigi hanno posizioni vicine, mentre la risposta di Berlino resta da conoscere nel momento in cui l’articolo è scritto.
La phrase sur l’unicité des traités bilatéraux dans l’article ne doit pas être généralisée à tous les accords entre États européens : la réponse attendue porte sur cette coopération renforcée et son articulation avec l’Allemagne.
II. Espressione scritta
Proposta di risposta
La relazione tra Italia e Francia è importante perché unisce due paesi vicini, ma soprattutto perché permette di affrontare insieme problemi che nessuno Stato europeo può risolvere da solo. Il Trattato del Quirinale può trasformare questa vicinanza in una cooperazione più stabile.
Prima di tutto, gli scambi culturali creano legami che vanno oltre la diplomazia. La letteratura, il cinema e l’arte invitano italiani e francesi a conoscere la società dell’altro. Studiare una lingua straniera, inoltre, significa imparare a vedere le proprie abitudini da un punto di vista diverso. Gli scambi scolastici e universitari possono quindi rendere concreta l’amicizia fra i due paesi, soprattutto per i giovani.
Anche sul piano economico e ambientale la collaborazione è necessaria. Le imprese, i lavoratori e i territori di confine dipendono da reti che attraversano le frontiere. Proteggere le Alpi e il Mediterraneo, migliorare i trasporti o sviluppare tecnologie meno inquinanti richiede decisioni coordinate. Se ogni governo agisce soltanto per il proprio interesse immediato, rischia di trasferire i costi sui vicini invece di risolvere il problema.
Infine, la relazione franco-italiana può rafforzare l’Unione europea. Due governi che discutono prima di negoziare a Bruxelles possono formulare proposte più coerenti. Questo non significa creare un gruppo che imponga le proprie scelte agli altri membri. Come suggerisce il testo, la collaborazione deve restare complementare a quella con la Germania e aperta agli altri paesi europei.
Naturalmente, un trattato non elimina tutte le divergenze. Possono esistere disaccordi sulle migrazioni, sulle spese pubbliche o sulla concorrenza industriale. Proprio per questo servono sedi regolari di dialogo: l’amicizia politica non consiste nell’avere sempre la stessa opinione, ma nel saper cercare compromessi.
In conclusione, considero questa relazione preziosa se produce risultati percepibili dai cittadini. Il suo successo dipenderà meno dalle cerimonie che dalla possibilità di studiare, lavorare e costruire progetti comuni in un’Europa più solidale.